Come realizzare una newsletter di successo

Come noi sappiamo, promuovere la nostra attività online è diventato fondamentale al giorno d’oggi, in cui tutti noi utilizziamo quotidianamente social network, siti web e tanto altro per tenerci in contatto con i nostri amici oppure avere informazioni su prodotti e attività che ci interessano.
Uno di questi metodi è proprio la newsletter, mezzo che si presenta ideale per le sue caratteristiche di efficacia a livello di conversione e tracciabilità, immediatezza e non di meno per il suo basso costo, in quanto è possibile abbonarsi a servizi di e-mail marketing che permettono di inviare migliaia di mail ad un prezzo contenuto.
Ma come si può realizzare una newsletter di successo? Se te lo stai chiedendo ti trovi nel posto giusto !!
Prima di parlare della struttura, come vedremo nel prossimo articolo, cominciamo a parlare di quali caratteristiche deve avere:

Brevità: la newsletter deve essere concisa, questo perché gli utenti fruiscono dei contenuti in modo molto frettoloso ed è importante quindi riuscire a dare subito le informazioni che stanno cercando, per non farli passare ad altri contenuti.

Chiarezza: l’iscritto deve capire subito di cosa parla la newsletter, è consigliabile quindi scrivere un titolo chiaro ed evidenziare in grassetto i tratti più importanti del testo.

Periodicità: dipende molto dalla nostra attività, però generalmente è consigliato recapitare newsletter con frequenza infrasettimanale, in modo che gli utenti non si dimentichino di noi. Inoltre è necessario rispettare la puntualità dell’invio, per non tradire la fiducia dei nostri follower che si aspettano la sua ricezione in un determinato giorno della settimana e sarebbero delusi dalla mancata ricezione.

Utilità del contenuto: la newsletter non deve essere sommersa da contenuto pubblicitario, in quanto ritenuto fastidioso da chi legge, ma deve essere bilanciata con una giusta dose di contenuto informativo, in modo da creare fiducia nei confronti di chi legge ed invogliarlo ad acquistare in tutta sicurezza.

Passiamo ora a parlare della struttura che una newsletter.

La struttura di una newsletter

La newsletter ideale deve avere pressapoco una struttura come quella che possiamo osservare nella figura qui di seguito.

Questi sono le parti fondamentali della newsletter:

1. Sender (mittente)

Colui che  invia la mail. E’ estremamente importante perché incide moltissimo sul tasso di apertura della mail. Si consiglia di racchiudere il nome dell’azienda al suo interno, così da avere un mittente del tipo:

-Il team di NOME AZIENDA
-Mario Rossi di NOME AZIENDA

La scelta del dominio è importante affinché la mail non venga bloccata da filtri antispam. E’ consigliato quindi scegliere un mittente del genere:

-mario.rossi@nomeazienda.it

Una buona scelta è quella di usare un nome di persona nel caso in cui ci sia un contatto personale tra aziende B2B o impersonale tra aziende B2C, mantenendo però una certa coerenza nel tempo. Diversamente però se la presenza su internet è legata al brand, è meglio non mettere un nome personale.

2. Subject (Oggetto)

E’ l’argomento della mail, il secondo fattore più importante in quanto può determinare l’apertura o meno della newsletter.

Dev’essere sintetico (al massimo 40 caratteri) in quanto deve poter essere letto anche da mobile, e chiaro. Deve essere coerente con il contenuto della newsletter. Per evitare di essere bloccati dai filtri anti-spam è bene evitare di scrivere tutto in maiuscolo, con simboli che potrebbero non essere visualizzati correttamente e usare termini come “gratis” o “guadagna”.

Una buona prassi è quella di condurre degli A/B Test cercando di capire quali oggetti portano ad un tasso di apertura più alto.

3. Pre header

E’ un breve riassunto del contenuto della mail che segue il soggetto quando la mail viene vista nella casella di posta. Anche lui determina il successo di apertura della mail. Dal momento che ha la funzione di spiegare ulteriormente il contenuto della mail, può aiutare notevolmente a ridurre le segnalazioni come spam.

Come già detto, ormai si visualizzano sempre più spesso le mail da mobile, questo rende consigliabile mantenerlo su una lunghezza di 35 caratteri, dicendo le cose più importanti all’inizio.

4. Menu

All’interno dell’header di una newsletter troviamo il menu, che rappresenta una serie di collegamenti verso il proprio sito web oppure blog, e-commerce o social network. In questo modo si fornisce un modo per aumentare il tasso di conversione, anche nel caso in cui il prodotto offerto nella propria mail non suscitasse grande interesse.

5. Contenuto

Il contenuto di una newsletter è il fattore che più influenza la sua considerazione. Assicurati prima di tutto che il contenuto sia coerente con l’oggetto, che dia informazioni convincenti e reali. Evita messaggi pieni di link, di punti esclamativi o scritti in maiuscolo, potrebbero essere considerati come spam. Effettua sempre delle revisioni del testo per evitare eventuali errori di ortografia. Inserisci dei titoli per dare la  possibilità all’utente di capire di cosa parla una determinata sezione e dividi il testo in paragrafi, per renderlo più leggibile ed evitare che il lettori si stanchi.

6. Call to action

La call to action è un invito a compiere un’azione. Può essere una frase, un’immagine o pulsante che contiene una frase del tipo “Iscriviti”, “Scarica l’ e-book”, “Scopri le offerte” e che faccia venire voglia all’utente di cliccare. Per essere efficace deve quindi:

  • essere concisa, ovvero contenere un messaggio diretto che sia molto comprensibile all’utente;
  • deve contenere un beneficio per il lettore, in modo da fargli pensare “Ho proprio bisogno di…”;
  • deve trasmettere un’idea di urgenza, cioè un’occasione che si presenta solo in questo momento e destinata a scadere;
  • è posizionata in un punto strategico della pagina che gli conferisce grande visibilità, potrebbe essere all’inizio di un articolo oppure alla fine, ma comunque sempre al centro di una pagina;
  • avere un aspetto visivo d’impatto: a questo proposito è utile utilizzare dei colori adeguati che spicchino bene rispetto al resto della pagina ed utilizzare delle immagini che catturino l’attenzione del lettore;
  • può essere animata, nel caso in cui al passaggio del mouse questa cambi di colore, in modo da essere facilmente notata;
  • dev’essere unica nella pagina, cioè non ci devono essere altre call to action che possano creare confusione nella testa dell’utente.

Vediamo alcuni esempi:

App Sky Drive

Qui notiamo l’uso delle parole “gratuita” e “ovunque”, che rappresentano dei vantaggi per l’utente.

Inoltre, notiamo che il colore del pulsante spicca moltissimo rispetto allo sfondo per essere più visibile e contiene la parola “subito”.

Netflix

Con questa call to action Netflix fa capire che si possono guardare i loro film da qualsiasi dispositivo e cancellarsi dal servizio con estrema facilità. Inoltre il tasto, rigorosamente rosso che spicca molto bene rispetto allo sfondo, mette in evidenza la gratuità del servizio.

7. Viralizzazione

E’ fondamentale ricordarsi di riportare nella nostra newsletter, all’inizio oppure in fondo alla pagina, i link ai social più famosi: Facebook, Instagram, Twitter etc.

In questo modo i nostri contenuti potranno essere condivisi dagli utenti e questo andrà ad aumentare la popolarità dei nostri prodotti specifici e più in generale del nostro brand.

8. Unsubscribe

L’ultimo elemento, ma non meno importante, è quello della funzionalità “Unsubscribe”, da riportare in fondo alla pagina, che dà la possibilità all’utente di togliersi dalla lista dei destinatari della nostra newsletter. Questa è un aspetto fondamentale da prendere in considerazione, perché non dare la possibilità agli utenti di non ricevere più la nostra mail significherebbe infastidirli ancora di più ed andare incontro al rischio di essere segnalati come spam, facendo così perdere performance al nostro account. Inoltre detenere i loro dati sensibili senza il loro consenso andrebbe contro alla legge.

E’ meglio avere una lista di qualità, composta da un numero minore di iscritti però interessati, piuttosto che una lista di quantità, più grande però contenente persone disinteressate.

Tuttavia si può trarre beneficio da questo aspetto, perché possiamo chiedere all’utente i motivi per cui ha deciso di non ricevere più i nostri aggiornamenti, che potrebbero essere:

  • l’utente non è più interessato;
  • la frequenza di invio è troppo alta e quindi fastidiosa;
  • il contenuto non è interessante;
  • l’utente preferisce informarsi su altri canali;
  • altri motivi.

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